Un’estate a distanza è possibile?

Per me l’estate è vicinanza. Agosto è quel mese dell’anno in cui mi riavvicino alla mia regione di appartenenza, alla mia famiglia, al mio mare… è tutto legato alla prossimità fisica, per questo mi risulta davvero difficile poter pensare ad un’estate in Puglia fatta di muri e distanze sociali. Premesso che vanno benissimo i muri in Puglia piuttosto che le quattro pareti milanesi senza aria condizionata in pieno agosto, ogni ricordo estivo è solitamente legato alla condivisione di un abbraccio, o meglio ancora, di un bel pezzo di parmigiana. Come sarà quindi questa estate fatta di cautele?

Come sarà, ad esempio, andare al mare nell’estate dello splendido 2020? Mi è sempre piaciuto vedere le famiglie che arrivano in spiaggia con tutto l’armamentario possibile, dividendosi i carichi e portando con sé il necessario per un mese fuori porta più che per 6 ore al sole. Bambini dotati di materassini, capofamiglia con ombrellone, consorte con ulteriori parenti che si dividono tavolini e sedie, nonna rigorosamente con borsa frigo. E quest’anno? Dobbiamo attenderci bambini con tute protettive, nonne con i divisori di plexiglass sotto braccio, padri simpaticoni con le mascherine in testa a mo’ di bandana? Come sarà il mare senza il super santos? Senza i “giovane, vedi di non schizzare”. Senza cinque si schiaccia. Senza il bar dell’aeronautica.

Che poi, siamo sempre stati dei maestri nel creare distanze sociali in spiaggia libera, non è quello che ci preoccupa. “Ombrellone da piantare a ore 10, al mio via disseminate i teli mare per creare spazio vitale”. A riguardo siamo temprati, ai box in plexiglass meno; già immagino drammatici siparietti familiari con la nonna che grida al calo di pressione dopo aver raggiunto gli 80 gradi percepiti nel suo box.

Altro problema sarà rispettare le eventuali fasce orarie. il mare non è la SPA, ci si passa la giornata, non ci si va per un paio d’ore. Siamo abituati a fare chiusura, con i gestori che ci intimano con modi delicati o meno di andare via: “ragazzi, tra 10 minuti si chiude”, “ragazzi, stiamo chiudendo”, “ouhhh, uagnù, quann è ca ve n avit ascè” (ehi, ragazzi, quando pensate sia ora di andare via?). Non è vero, “ragazzi” non ce lo dicono più.

E noi che passavamo le ore a giocare a carte al bar nell’ora della siesta? Ci faranno rimanere? Ma con la mascherina? A pensarci, la cosa potrebbe anche aiutare così che non si possa aiutare il compagno di squadra con esclamazioni come “ma non hai visto il mio scarto?” o “non la sporcare che ho il burraco puro”.

Ma i problemi più seri sono proprio quelli degli stabilimenti balneari. Mi è preso il panico solo a leggere le norme sulle distanze tra ombrelloni, poste come quei problemi che ci mettevano in crisi alle elementari. Se la distanza minima suggerita tra le file degli ombrelloni è pari a 5 metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila è pari a 4,5 metri, tra un lettino e l’altro quanto sarà la distanza minima suggerita per far stare comoda la nonna di Paolo? Risposta: A queste condizioni la maggior parte degli stabilimenti non potrà aprire e la nonna di Paolo starà a casa.

Il punto è che ora come ora nessuno ne sa niente, l’unico dato certo è che questa quarantena non ha certamente aiutato la forma fisica, quindi se anche si opterà per una mascherina mista burqa non sarà così drammatico. L’essenziale sarà che si contribuisca tutti a rispettare le regole, senza rimettersi all’allettante quanto rischioso protocollo Renè Ferretti:

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Sarà straniante e ci mancherà qualcosa, perché “l’estate giù” è fatta di contatto fisico con persone e superfici; ma non importa, troveremo nuovi modi di adattarci perché in fondo l’essenziale è che questa estate ci sia, in qualsiasi modo si voglia palesare, perché ne abbiamo bisogno quest’anno più che mai. Tanto, in Puglia, la vicinanza la fai sentire anche cucinando e mangiando, stappando una Raffo, stando su una sdraio in giardino, pensando che, dopo tutto, se possiamo comunque trovarci lì siamo già fortunati. Io ho solo paura per le nonne nei box di plexiglass se non si fosse capito, visto che già dobbiamo spiegare loro che non possono baciare i nipoti.

5 pensieri su “Un’estate a distanza è possibile?

  1. sarà un’estate che non ci sarà, viste le condizioni; è impensabile stare sotto un ombrellone con il pleiglass perimetrale e poi usare la mascherina quando si accede al bar dello stabilimento balneare e poi ancora stare ad 1 metro quando si va in acqua…..
    meglio restare a casa! E pensare che quest’anno volevo andare in Sardegna….

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    1. Io spero che nei prossimi 2 mesi possano esserci dei miglioramenti sostanziali, quantomeno per essere un po’ più sereni in agosto! Concordo sul fatto che tutte quelle misure tutto fanno pensare fuorchè il relax e la vacanza, ma forse dovremo iniziare a conviverci e toglierci il piacere di una giornata di mare o di una sera a cena fuori magari è un peccato! Il tempo ci saprà dire, grazie per il tuo commento 🙂

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